20/07/2009

L’alimentazione dell’età evolutiva

L’alimentazione del bambino è un argomento di estrema complessità. La problematica varia in relazione all’età del soggetto e comprende l’allattamento materno, lo svezzamento, l’alimentazione nei mesi e negli anni successivi con i cambiamenti di vita e di abitudini alimentari in relazione alla frequenza o meno del nidi e poi dell’asilo. I primi anni di scuola e l’attività sportiva apportano ulteriori cambiamenti ed esigenze nutrizionali diverse così come la pubertà ed i suoi caratteristici cambiamenti ormonali; fino al termine dell’accrescimento è un continuo modificarsi di abitudini di vita e necessità nutrizionali. Il rapporto con il mondo esterno e con la famiglia possono condizionare comportamenti alimentari e, spesso, magrezza, obesità e normalità ne sono il frutto. Se un’alimentazione limitata può condurre a lungo andare a carenze di vario tipo (insufficiente apporto di proteine, di calcio, di ferro e altri nutrienti), e quindi a una mancata realizzazione del potenziale genetico nei soggetti in accrescimento, d’altra parte una alimentazione al di sopra delle necessità del bambino porta prima ad un sovrappeso e successivamente, in gran parte dei casi, ad una manifesta obesità.

Teniamo presente che un’ iperalimentazione nei primi due anni di vita può causare non solo l’aumento del volume delle cellule adipose, ma anche il loro numero e pertanto da adulti si avrà una maggiore predisposizione all’obesità e una maggiore difficoltà e mantenere il giusto peso. Per evitare tali danni è necessario controllare l’equilibrio e l’apporto calorico della razione alimentare e modificare lo stile di vita, combattendo prima di tutto la sedentarietà. I bambini non debbono rimanere troppe ore seduti davanti alla televisione, ma devono partecipare a giochi attivi, debbono abituarsi a salire le scale a piedi invece di fare uso dell’ascensore, camminare per raggiungere posti relativamente vicini, come può essere la scuola o la palestra; in questo modo si potrà evitare di ridurre troppo la quantità di alimenti assicurando pertanto un buon apporto di tutti i nutrienti.

I bambini non debbono rimanere troppe ore seduti davanti alla televisione, ma devono partecipare a giochi attivi, debbono abituarsi a salire le scale a piedi invece di fare uso dell’ascensore, camminare per raggiungere posti relativamente vicini, come può essere la scuola o la palestra; in questo modo si potrà evitare di ridurre troppo la quantità di alimenti assicurando pertanto un buon apporto di tutti i nutrienti.  Si ricorda che per una giusta alimentazione è necessario che tutti gli alimenti siano rappresentati secondo una certa proporzione;i glucidi debbono apportare il 55-65% delle calorie totali, i lipidi il 25-30%, i protidi il 15%. Tali proporzioni variano però a seconda dell’età. Inoltre è di fondamentale importanza assicurare una buona idratazione introducendo, oltre all’acqua, verdura fresca, frutta, verdure e minestre. In questo modo si potrà, inoltre, raggiungere facilmente il senso di sazietà con un minor numero di calorie. Il fabbisogno energetico del bambino varia in relazione all’età e al peso.

Quando ci troviamo in presenza di un peso eccessivo, il comportamento deve essere il seguente: ridurre l’apporto calorico e fare in modo di aumentare l’attività fisica. Ma nell’individuo in accrescimento è molto importante anche la determinazione dell’età scheletrica e, quando è possibile, la previsione della statura finale, i dati si ottengono mediante radiografia del polso e della mano sinistra e lo studio della cartilagine di accrescimento. Conoscendo la presunta statura finale si potrà calcolare il peso ottimale di fine accrescimento nel soggetto in esame e, quindi, seguendolo nel tempo si dovrà cercare di mantenere il peso stabile o farlo comunque diminuire di poco mentre, aumentando fisiologicamente la statura, raggiungerà il giusto rapporto peso-statura. Il sovrappeso e l’obesità creano nei bambini e negli adolescenti seri complessi per cui spesso si isolano, non partecipano ai giochi di gruppo ecc.