13/11/2012

Globalizzazione e cibo etnico, possiamo stare tranquilli con la qualità del cibo?

Sapori nuovi e intriganti, prodotti che arrivano da lontano, preparazioni originali ed etniche sono ormai alla portata di tutti, perché si trovano nel negozietto sotto casa come nel ristorante etnico dietro l’angolo.

Nei nostri piatti però rischiano di finire anche alcuni rischi per la salute. Ecco tutto quello che c’è da sapere per gustare senza alcun timore le prelibatezze che vengono dai paesi esotici. Sushi e Sashimi, tartare di carne e di pesce, ravioli e involtini primavera già pronti e surgelati. E ancora rambutan e kumquat, carambole e tanta altra frutta esotica: le tavole degli italiani sono invase sempre di più da cibi etnici che arrivano da paesi lontani, accompagnati da nuove abitudini alimentari. E’ l’effetto della globalizzazione che sta investendo in pieno anche il settore alimentare. La globalizzazione è quel fenomeno di intensificazione delle relazioni e degli scambi a livello mondiale che sta interessando molti settori, tra anche quello dell’alimentazione, con il risultato che tanti prodotti e piatti etnici, fino ad alcuni anni fa assenti dalle nostre tavole, dagli scaffali dei supermercati e dai menù dei ristoranti sono entrati a far parte della quotidianità. La globalizzazione è quindi in continua espansione e, anche se ha vari aspetti positivi, nasconde anche molte insidie, non sempre così evidenti.

Quali sono le ragioni della diffusione e dell’apprezzamento dei piatti etnici?
Questi nuovi piatti, a volte a base di alimenti inconsueti e altri con prodotti conosciuti ma preparati in maniera alternativa, piacciono. Oppure perché la gente gradisce provare e apprezzare nuovi sapori e fare esperienze gustative diverse. O ancora perché questi in questo momento il piatto di importazione, il ristorante etnico e l’ingrediente che arriva da Oltreoceano fanno moda e tendenza.
Secondo un’indagine condotta da Coldiretti, ben un italiano su tre consuma cibi esotici almeno qualche volta all’anno. Inoltre negli ultimi dieci anni i ristoranti etnici sono raddoppiati, arrivando a superare le 4000 unità. Alla stessa maniera, anche i prodotti etnici all’interno dei supermercati hanno avuto una crescita esponenziale nella diffusione e nella vendita. La globalizzazione dei mercati alimentari, che ha favorito il consumo di cibi poco conosciuti e ha diffuso nuove abitudini a tavola, può nascondere alcune insidie a discapito della salute.
Del resto è proprio per effetto della globalizzazione che per esempio si è diffusa la moda di mangiare il sushi, ovvero una polpetta cilindrica di riso ripiena di pesce (tonno, salmone ecc) crudo o marinato; oppure il sashimi (fettine sottilissime di pesci o molluschi crudi serviti con salse e riso).
A essere messi in discussione non sono questi piatti della cucina orientale, né le tartare di pesce o i pesci marinati tipici della nostra tradizione culinaria, ritornati in auge proprio per la moda di mangiare pesce crudo.
Il rischio per esempio è nascosto nell’uso maldestro di pesce non trattato adeguatamente: per poter essere mangiato crudo, il pesce deve venire prima congelato per almeno 24 ore a -20°C; questa è una precauzione necessaria per fare in modo che muoiano eventuali germi o parassiti presente che, nei pesci di alcune aree geografiche, sono endemici (sempre presenti).
La superficialità e la scarsa conoscenza di questa procedura non è assolutamente permessa e anche troppe persone si illudono che la spruzzata o la marinatura di aceto o limone sia sufficiente per inattivare le larve di eventuali parassiti.

tratto da: http://www.curarsialnaturale.it