13/11/2012

Tisanoreica: la dieta di Gianluca Mech è un’ottima operazione di marketing, con scarse possibilità di successo e troppe controindicazioni

La dieta tisanoreica (in realtà si tratta di un regime dietetico coperto da brevetto) è stata ideato da Gianluca Mech, un imprenditore veneto che opera nel settore erboristico. Non siamo di fronte a una “dieta fai da te”, ma ad un percorso di dimagrimento, personalizzabile e in un certo senso guidato grazie all’assistenza di professionisti come gli studi professionali, le farmacie, le erboristerie e i centri estetici. Il suo inventore la definisce come una dieta fito-chetogenica, anche se considerando la distribuzione dei macronutrienti, si tratta di una dieta iperproteica chetogenica, cioè un regime alimentare caratterizzato da un apporto di proteine decisamente elevato.

La tisanoreica prevede tre fasi: la prima è classificata come intensiva, ed è seguita da una fase di stabilizzazione e poi di mantenimento. All’inizio la dieta prevede l’esclusione quasi completa dei carboidrati e di buona parte dei lipidi e l’assunzione di almeno quattro porzioni al giorno di prodotti ad elevato contenuto proteico, firmati “Tisanoreica” venduti in farmacia ed erboristeria. A queste pietanze preconfezionate si associano speciali estratti “tisanoreici” a base vegetale (di cui dirò più avanti). La seconda fase che dovrebbe stabilizzare il peso prevede l’inserimento di un po’ di carboidrati e lipidi, ma mantiene due porzioni al giorno di pietanze Tisanoreiche, ed associa al menu diversi estratti vegetali. Nel periodo di mantenimento si propone una dieta più equilibrata, anche se si suggerisce di restare in contatto con il metodo e di continuare ad assumere estratti Tisanoreica. L’intero sistema ideato da Gianluca Mech è ispirato sul principio che la carenza di carboidrati e in generale di energia obbliga l’organismo a bruciare i grassi di deposito trasformandoli in corpi chetonici. In questo modo si attiva un meccanismo di emergenza uguale a quello che ha permesso ai nostri antenati di sopravvivere durante i periodi di carestia, bruciando le riserve energetiche immagazzinate nell’organismo. Per capire meglio possiamo pensare alla chetogenesi come all’apertura degli airbag nella nostra auto. I palloni si attivano in caso di emergenza per proteggerci, ma nessuno probabilmente li attiverebbe volontariamente mentre guida in autostrada.
Ritornando alla dieta
è vero che il meccanismo di emergenza proposto da Mech funziona, perché brucia rapidamente i grassi di deposito e anche una parte delle proteine dei muscoli. Ma il sistema libera anche corpi chetonici (considerati di per sé tossici) insieme a grosse quantità di altre sostanze indesiderate accumulate all’interno del grasso, che l’organismo non è riuscito ad eliminare (xenobiotici ovvero inquinanti ambientali, pesticidi etc…). A dimostrazione del fatto che la chetogenesi è un meccanismo di emergenza, basta ricordare che anche i promotori della Tisanoreica definiscono il metodo inadatto per le persone diabetiche, le donne in gravidanza e i soggetti con problemi di insufficienza renale o epatica o cardiaci. Secondo Mech i numerosi effetti collaterali della chetosi e l’aumento delle sostanze tossiche in circolo, verrebbero contrastati dagli estratti vegetali, venduti in farmacia e preparati con il metodo della Decottopia descritto come “un segreto dell’antica pratica erboristica tramandato da secoli nella famiglia Mech”.
Dal punto di vista del marketing
, l’idea di una dieta che costringe a comprare molti prodotti che portano il nome dell’ideatore è una trovata fantastica. Se aggiungiamo a questo particolare non certo secondario altri elementi, come il segreto dell’antica pratica erboristica, i testimonial utilizzati per la pubblicità (Britney Spears, Valeria Marini, alcuni politici ecc.), uno studio sponsorizzato condotto dall’Università di Padova che ne dovrebbe certificare l’efficacia, e la pubblicità su quotidiani e riviste, siamo di fronte ad un business ben organizzato che non lascia molto al caso.
Un altro elemento
interessante è che lo studio dell’Università di Padova – condotto su pochissimi soggetti per un periodo piuttosto breve – evidenzia una percentuale di abbandono inferiore delle persone che seguono la tisanoreica rispetto a diete bilanciate basate sul modello mediterraneo. Per correttezza va detto che la percentuale di abbandono non dipende dal tipo di dieta, ma dal coinvolgimento motivazionale dei soggetti e che risulta più semplice perdere peso quando si inizia un nuovo regime alimentare, mentre è più difficile mantenere il peso raggiunto. Purtroppo sull’efficacia del metodo tisanoreico a medio e lungo termine, l’Università di Padova non dice nulla.
Un’altra promessa
piuttosto difficile da mantenere è quella di evitare l’effetto yo-yo, cioè il rapido recupero del peso perduto nei mesi che seguono la dieta. Secondo diversi studi più la perdita di peso è veloce, più è probabile imbattersi nell’effetto yo-yo e le perdite di chili collegate a situazioni di chetogenesi sono per definizione dimagrimenti veloci.
Per concludere
, la dieta tisanoreica porta a rapidi dimagrimenti attraverso una scorciatoia sbagliata che causa un forte squilibrio metabolico e i risultati sono destinati a svanire rapidamente nel tempo. Il sovrappeso è un problema cronico difficile da risolvere seguendo costose scorciatoie. Dal punto di vista commerciale il metodo è interessante, perché collegare il successo della dieta dall’uso di prodotti dimagranti da acquistare in farmacia è un ottimo business. Fare comprendere alle persone quali sono gli errori alimentari da evitare e superare per perdere i chili di troppo è sicuramente più difficile e non è certo un affare.

Enzo Spisni (Master in Alimentazione ed Educazione alla Salute, Università di Bologna)

tratto da: ilfattoalimentare.it