lo studio

Monica Zàccari svolge l’attività in Emilia Romagna presso il proprio Studio privato di Lugo (RA) proponendo:

  • Consulenze naturopatiche
  • Consulenze di alimentazione naturale-nutraceutica
  • Consulenze di alimentazione vegetariana-vegana
  • Programmi di educazione ed informazione alimentare
  • Test del campo del disturbo alimentare (intolleranze) per valutare l’alimentazione più idonea alla persona avvalendosi dello strumento VegaTest Expert Plus
  • Test IoMET: rieducazione alimentare e controllo del peso corporeo
  • Test del capello (mineralogramma)
  • Consulenze di fiori di Bach.
  • Lo Studio si avvale della consulenza di un medico internista

Da oltre un decennio diffonde ad un vasto pubblico di utenti, un suo proprio metodo finalizzato alla prevenzione ed al riequilibrio psico-fisico che si basa su cinque concetti fondamentali:

  1. Nutrirsi prevalentemente con alimenti naturali di origine biologica
  2. Aiutare il metabolismo del corpo umano introducendo alimenti ricchi di iodio che favoriscono lo sviluppo metabolico
  3. Alimentarsi tenendo conto della stagionalità dei cibi
  4. Variare il più possibile la propria alimentazione
  5. Eliminare (temporaneamente) i cibi verso i quali si presenta intolleranza

Monica Zàccari in collaborazione con il Dott. Andrea Nanni, Medico internista, propone test genetici predittivi:

  • Genotest nutrigenomico
  • Genotest infiammazione
  • Genotest Skin Aging (rigenerazione epidermide)
  • Genotest Alopecia maschile
  • Genotest intolleranza al lattosio e celiachia
  • Genotest salute del tessuto osseo
  • Genotest attività antiossidante e di detossificazione

Allergie e intolleranze alimentari

L’allergia alimentare è scatenata dall’effetto che hanno sul nostro organismo alcune sostanze contenute nei cibi che possono far parte della nostra dieta abituale o occasionale. Parlare di allergia significa parlare di una sintomatologia che si manifesta entro pochi minuti dall’assunzione di un determinato alimento o gruppo di alimenti (dai 2-3 minuti a 30-120 minuti) e che mette in azione il nostro sistema immunitario. L’allergia alimentare è mediata immunologicamente e i sintomi sono scatenati dall’assunzione anche di una piccola quantità dell’alimento responsabile.

L’intolleranza alimentare agisce in relazione alla quantità di alimenti ingeriti con un fenomeno di accumulo di cosiddette “tossine” nell’organismo. Tale fenomeno determina l’insorgere di sintomi spesso sovrapponibili a quelli che si manifestano nelle allergie, ma che si differenziano in quanto non interessano il sistema immunitario. Per migliorare il gusto, l’aspetto e la conservazione dei cibi, le aziende alimentari ricorrono sovente all’uso di sostanze particolari quali i coloranti, i conservanti, gli antiossidanti ecc…. Le sostanze aggiunte (additivi), come pure gli alimenti stessi possono essere causa di malesseri a carico degli organi interni. Gli eventi organici che accadono a seguito dell’ingestione dei cibi vengono generalmente definiti come “reazioni avverse agli alimenti” e comprendono tutti quegli effetti indesiderati che si manifestano dopo l’assunzione di cibi contenenti additivi e/o contaminanti. L’intolleranza alimentare è sempre legata alla quantità del cibo assunto, (dose-dipendente) ed è determinata da particolari molecole che sono attive e presenti negli alimenti, oppure da disfunzioni dell’apparato digerente (in questi casi risulta utile trattare i disturbi eliminando per un determinato periodo gli alimenti mal tollerati) o delle catene enzimatiche preposte all’assorbimento attivo dei principali costituenti alimentari. Negli ultimi decenni queste reazioni sono divenute via via più frequenti, causa le mutate abitudini alimentari, con particolare riguardo alla parte occidentale del mondo. Uno dei cambiamenti di maggiore rilevanza è rappresentato dalla minore frequenza dell’allattamento al seno materno: infatti sostituire il latte materno con un altro latte di origine animale o vegetale, può creare le premesse per una sensibilizzazione nei confronti di antigeni alimentari, proprio perché nei primi mesi di vita, l’apparato gastroenterico del neonato non ha ancora raggiunto la sua piena maturità funzionale, si aggiunga a ciò l’uso indiscriminato di insetticidi, diserbanti e fitofarmaci impiegati nella coltivazione dei prodotti alimentari che provocano spesso reazioni organiche spiacevoli. Anche assumere quantità esagerate di cibi esotici, contro i quali il nostro organismo non ha potuto sviluppare eventuali meccanismi di difesa, può contribuire a peggiorare la situazione. Oggi siamo in grado di eseguire analisi chimiche piuttosto sofisticate degli alimenti che, con una maggiore conoscenza dell’apparato gastrointestinale e a metodiche diagnostiche specifiche nella pratica clinica, permettono di fare maggiore chiarezza sui meccanismi che sono alla base delle reazioni avverse ai cibi.

Test iOMET rieducazione alimentare
e controllo del peso corporeo (Nutrizione cellulare attiva)

Il programma IoMET® (Ionic Mineral Enzymo Therapy) si basa sul concetto
che l’organismo umano è fisiologicamente in salute se le sue cellule sono in salute. “la salute risiede nel cuore della cellula” (Claude Lagarde).
Ogni organo compie le sue funzioni al meglio se le sue cellule si trovano in un ambiente biologico ottimale, in equilibrio fisiologico e funzionale, in presenza di tutti i macro e micronutrienti necessari alle loro complesse attività metaboliche. L’ambiente biologico ottimale nel quale la cellula compie la sua attività metabolica in modo ottimale, secondo questo modello, è definito terreno bionutrizionale ideale. In particolari condizioni, come errate abitudini alimentari, stile di vita sregolato, ambiente di lavoro stressante, inquinamento chimico e/o elettromagnetico eccessivo, farmacoterapia o familiarità infausta, si possono verificare varie disfunzioni fra le quali:
● carenza di micro e macronutrienti essenziali;
● intossicazione di vario tipo, sia esogene sia endogene;
● disfunzioni del sistema autonomo neurovegetativo.

In queste condizioni il terreno bionutrizionale ideale perde il suo equilibrio fisiologico e funzionale, le cellule ne soffrono, perdono la loro efficacia metabolica favorendo la comparsa di disturbi e sintomi più o meno intensi.
La particolarità e l’aspetto innovativo del programma IoMET sono che identifica un profilo bionutrizionale assolutamente individuale e personalizzato. A tale scopo il programma IoMET si avvale dell’elaborazione computerizzata di un questionario completo e dettagliato, scientificamente convalidato, di ben 81 domande sulle seguenti questioni:
● abitudini alimentari dell’individuo;
● ambiente in cui vive e lavora;
● principali sintomi di malessere e percezione di benessere che si ha di sé.

In questo modo vengono individuati 7 terreni bionutrizionali diversi, correlati al distretto dell’organismo che maggiormente è interessato dalla disfunzione. In particolare:
● 3 terreni, C, H, A, in cui predominano carenze di tipo nutrizionale:
● 1 terreno, N, di congiunzione e di equilibrio, correlato alle disfunzioni del sistema autonomo neurovegetativo:
● 3 terreni, B, I, O, in cui predominano eccesso e accumulo di tossine.

Il programma traspone i 7 terreni bionutrizionali in 7 istogrammi di altezza variabile. I 7 istogrammi, visti nel loro insieme, rappresentano i 7 terreni bionutrizionali che costituiscono un particolare profilo bionutrizionale assolutamente individuale e personalizzato.

Analisi del capello – Mineralogramma

Nell’organismo umano si calcola che avvengano circa 100.000 reazioni chimiche al secondo. Tali reazioni sono controllate da particolari molecole proteiche biocatalizzatrici chiamate Enzimi, le quali per funzionare adeguatamente richiedono la presenza di determinati minerali. Se i minerali sono carenti, o se si registra la presenza di minerali tossici, la funzione enzimatica viene disturbata o si estingue.

Il mineralogramma fornisce un accurato identikit bio-chimico, poiché i capelli rappresentano un tessuto organico la cui composizione è praticamente identica a quella degli altri tessuti organici.

Questo test utilizza la spettofotometria di massa a induzione di plasma, una tecnica molto simile a quella usata per studiare e valutare la composizione minerale delle stelle e dei pianeti. Il mineralogramma è un test riconosciuto dal OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che completa le indagini cliniche già in uso, in grado di apportare informazioni sulla funzionalità del metabolismo rilevando quali equilibri siano stati alterati, di quali integratori minerali e vitaminici abbiamo bisogno, quali metalli tossici stiamo accumulando molto prima che si manifestino i sintomi o che le analisi rivelino la loro presenza. Inoltre non presenta valori transitori come quelli del sangue o dell’urina, ma valori stabilizzatori corrispondenti ad un brano di storia bio-chimica di circa tre mesi. La lettura del mineralogramma dev’essere fatta in quest’ottica di azione sinergica dei nutrienti: anche se i minerali reappresentano non più del 4% della composizione corporea hanno un’azione fondamentale quali parti di enzimi, regolatori dei segnali intracellulari, costituenti di tessuti, nell’influenza sull’asse ormonale e sul sistema nervoso autonomo… la corretta interpretazione di questo test diventa uno strumento indispensabile nella prevenzione e nel supporto alla cura di moltissime situazioni patologiche.

I fiori di Bach

Il dottor Edward Bach, medico omeopata inglese (1886 – 1936) nell’esercizio della sua professione osservò nei suoi pazienti una correlazione tra determinati sintomi fisici e particolari stati emozionali arrivando alla conclusione che all’origine di quella che comunemente chiamiamo malattia, molto spesso vi è uno stato d’animo negativo, il quale lavorando nel tempo porta gradualmente alla manifestazione corporea, al disturbo conclamato. Secondo Bach la malattia “è la naturale conseguenza di disarmonia fra il nostro corpo e la nostra anima”. Ancora: “La malattia è solamente e puramente correttiva: non è né vendicativa né crudele, ma è lo strumento adottato dalla nostra anima per indicarci i nostri difetti: per prevenirci dal commettere errori più grandi, per impedirci dal fare ancora male e per riportarci su quel sentiero di verità e luce da cui non dovremmo mai aver deviato.” Spostò per tanto il fulcro del problema dalla malattia all’uomo, affermando che non si deve curare la patologia bensì gli esseri umani e come essi reagiscono al disturbo. Osservò che una stessa malattia provoca risultati differenti in persone differenti. Egli disse: “Se gli effetti fossero sempre gli stessi in tutte le persone, sarebbe facile conoscere quale nome dare alla malattia: non è così; e questa è la ragione perché spesso nella scienza medica sia così difficile dare un nome al particolare disturbo di cui soffre un paziente. Non è la malattia che è importante. È il paziente, il modo con cui lui o lei sono ammalati che è la nostra vera guida alla guarigione ”
Bach studiò quindi 38 rimedi floreali, ciascuno capace di curare una particolare disarmonia emotivo-animica. Il fiore è la parte più vitale di una pianta, quella che esprime al massimo grado il suo impulso allo sviluppo. Per tale ragione è anche capace di restituire alla persona che soffre quella spinta vitale che gli manca per guarire. Secondo la visione di Bach, una vera terapia deve sciogliere quei blocchi e quelle barriere mentali che ingabbiano lo spirito in errati (e dolorosi) atteggiamenti, per quindi espandere la sua capacità di vedere e comprendere la realtà delle cose, i reali bisogni e i reali scopi del suo esistere. Deve tendere a liberare l’uomo dall’errore di valutazione in cui si era impantanato, dall’illusione di sentirsi solo in un mondo ostile. Non c’è vera guarigione senza una modificazione profonda dell’animo del sofferente, senza una sua crescita interiore, senza un rinnovamento del modo di vedere e di sentire: allora i sintomi diventano inutili e la malattia scompare.

La Floriterapia di Bach per tanto non prende in considerazione i sintomi fisici, se non di sfuggita, ma punta direttamente ala parte psicoemotiva del paziente, al suo conflitto interiore: lo identifica e propone per esso il rimedio appropriato, quello capace di riportare alla luce della coscienza la controparte positiva finora nascosta. È la consapevolezza infatti che guarisce, la vera medicina. È un metodo di cura che non ha alcuna controindicazione né effetti collaterali, e che può essere associato ad altre terapie.

I 38 Fiori di Bach vengono raggruppati in 7 gruppi, sulla base degli stati d’animo per cui sono indicati e che vanno ad armonizzare.

  1. Rimedi per la paura: Aspen, Cherry Plum, Mimulus, Red Chestnut e Rock Rose
  2. Rimedi per l’incertezza: Cerato, Gentian, Gorse, Hornbeam, Scleranthus e Wild Oat
  3. Rimedi per insufficiente interesse delle circostanze presenti: Chestnut Bud, Clematis, Honeysuckle, Mustard, Olive, White Chestnut e Wild Rose
  4. Rimedi per la solitudine: Heater, Impatiens e Water Violet
  5. Rimedi per chi è influenzabile e sensibile: Agrimony, Centaury, Holly e Walnut
  6. Rimedi per lo scoraggiamento e la disperazione: Crab Apple, Elm, Larch, Oak, Pine, Star of Bethelhem, Sweet Chestnut e Willow
  7. Rimedi per l’eccessiva preoccupazione per gli altri: Beech, Chicory, Rock Water, Vervain e Vine

Genotest Skin Aging (rigenerazione epidermide)

immagine AntiAgingL’invecchiamento è un fenomeno naturale del nostro corpo, L’invecchiamento della pelle, in particolare, oggi è riconosciuto come un fenomeno multifattoriale che dipende da fattori ambientali e genetici. I fattori ambientali meglio conosciuti sono  il crono-invecchiamento (il passare del tempo), il foto-invecchiamento causato dall’azione dei raggi solari sulla pelle ed infine lo stile di vita: alimentazione, attività fisica, fumo, farmaci, possono contribuire ad una accelerazione del processo di invecchiamento della pelle.

A tutt’oggi sono stati identificati, grazie ai progressi della scienza, numerosi fattori genetici presenti sul DNA, che rendono la pelle e i tessuti più o meno sensibili ai fattori esterni. La medicina estetica può correggere molti difetti dell’invecchiamento sulla pelle, tuttavia la genetica ci offre la possibilità di intervenire in modo mirato sulle cause che favoriscono il processo di invecchiamento tissutale. Per la prima volta tutte le più avanzate conoscenze scientifiche sono riassunte in questo test genetico che permette di integrare le principali aree di debolezza dei componenti fondamentali della struttura cutanea (come ad esempio la filagrina, l’elastica, le matalloproteasi) individuando sul proprio DNA i fattori responsabili dell’invecchiamento a cui la pelle è maggiormente sensibile (stress ossidativi, infiammazione, glaciazione).

Il Personal Report di questo test, integra, in anteprima assoluta, un percorso genetico con un percorso personalizzato. Una interazione mirata fra stile di vita, interazione alimentare e cosmetica su misura: questo test diviene lo strumento di elezione per combattere i principali segni del tempo sulla pelle come rughe, macchie cutanee, disidratazione, atonia e assottigliamento dei tessuti.

Genotest nutrigenomico (DNA)

Gli esseri umani sono tutti diversi e questo è dovuto al loro DNA. Ci sono differenze visibili a tutti come il colore dei capelli e degli occhi; altre differenze, più nascoste, determinano, ad esempio, come ciascuno di noi è in grado di metabolizzare  i nutrienti o come riesce a liberarsi dalle tossine. Tutto questo significa, molto semplicemente, che ogni individuo interagisce con l’ambiente in cui vive in una maniera personale ed unica.
Dal punto di vista  genetico, tuttavia, gli esseri umani sono molto simili tra loro, sebbene in ciascun gene, ovvero i “pezzetti di DNA” che nel loro insieme descrivono l’intera funzione del nostro organismo, si possano trovare delle piccole variazioni che determinano importanti differenze. Il tipo più comune di queste variazioni sul DNA è conosciuto come Single Nuucleotide Polimorphism, o SNP. L’insieme di queste piccole differenze determina il modo in cui l’esposizione a molteplici fattori ambientali influisce sul nostro organismo e sulla nostra salute. Tra i vari fattori ambientali a cui ognuno di noi è quotidianamente esposto, il più invasivo e per fortuna il più controllabile, è sicuramente il cibo. Negli ultimi dieci anni sono stati fatti enormi progressi nel campo della genetica applicata all’interazione con il cibo ed un nuovo campo di conoscenze  si è affermato: la Nutrigenetica. La Nutrigenetica permette oggi attraverso lo studio del DNA di determinare la quantità e la qualità di nutrienti di cui ciascuno ha bisogno. I test di genetica scoprono per noi quali e quanti sono i nutrienti necessari, sia in termini di quantità minime di vitamine e minerali, sia di quantità massime di sostanze tollerabili da ciascuno, quali i grassi saturi, la caffeina, il sale, ecc… Queste conoscenze sono ora a disposizione di tutti coloro che desiderano sapere come migliorare il proprio benessere psico-fisico ed esprimere al meglio il proprio patrimonio genetico. Noi siamo solo questo: i nostri geni e la loro interazione col mondo ed in particolare con il cibo.

Questo semplice test genetico analizza le variazioni di numerosi geni coinvolti nel metabolismo del cibo. I risultati saranno riportati in un Personal Report che spiega il significato di ciascuna variazione genetica letta sul proprio DNA: la tabella nutrizionale che ne consegue, consente di disegnare un apporto personalizzato per quanto riguarda le quantità ideali di ciascun nutriente. Il Personal Report non costituisce una dieta radicale, ma l’integrazione di piccole e significative modifiche nella propria alimentazione. Inoltre l’opportuno abbinamento con alcuni integratori alimentari e vitaminici, appositamente calibrati in funzione del proprio DNA, costituiranno il giusto consiglio personalizzato che a lungo termine porterà una differenza sostanziale per la salute ed il benessere dell’organismo. Non tutti sanno, ad esempio, che un solo cucchiaino di zucchero al giorno comporta un aumento di peso di 12 Kg in 20 anni. Piccole variazioni nella nostra alimentazione comportano grandi cambiamenti nel lungo periodo della nostra vita.

Genotest intolleranza al lattosio e celiachia

La più comune intolleranza enzimatica alimentare è quella al lattosio, generalmente ereditaria, molto diffusa nelle aree mediterranee e in Italia. Questa intolleranza è causata dall’assenza di un enzima che permette la metabolizzazione del lattosio. Il lattosio è lo zucchero contenuto nel latte e affinché possa essere utilizzato dall’organismo, deve essere scomposto in glucosio e galattosio da parte di un particolare enzima chiamato lattasi. Nel caso in cui non vengano prodotte quantità sufficienti di lattasi, una parte del lattosio può non essere digerito: il passaggio del lattosio lungo il tratto gastroenterico potrà generare gas intestinali e metabolici tossici. In mancanza di lattasi la sintomatologia è dose-dipendente: maggiore è la quantità di lattosio ingerita e più evidenti sono i sintomi di intolleranza alimentare. Nel caso di diagnosi di intolleranza al lattosio non è sempre necessario eliminare i prodotti che contengono il lattosio: a volte è possibile individuare la quantità di lattosio minima che può essere tollerata senza scatenare i fastidiosi sintomi dovuti alla presenza di questo zucchero non digerito.

L’intolleranza al lattosio è riconducibile nel 90% dei casi ad una variazione del DNA nella regione regolatrice del gene della lattasi. Quando questa variazione è presente porta ad una ridotta espressione della lattasi nei microvilli dell’intestino tenue, questo fenomeno fa si che con l’avanzare dell’età (dai 7 fino ai 30 anni e oltre) il lattosio venga digerito sempre meno portando a manifestazioni di intolleranza alimentare al lattosio come ad esempio coliche, crampi, meteorismo e diarrea.

Genotest salute del tessuto osseo

Non tutti sanno che il nostro scheletro mim è una struttura fissa: in media, durante l’intero arco della vita, le ossa che lo compongono cambiano la loro struttura almeno 5 volte. Il nostro corpo consuma e rigenera in continuazione il tessuto osseo per produrre il calcio necessario alle funzioni vitali.
Il profilo genetico, la dieta e lo sitle di vita sono fattori essenziali per il mantenimento di un processo equilibrato nell’omeostasi del calcio presente nel sangue. Uno squilibrio in uno o più di questi fattori può condurre ad una disfunzione nel mantenimento del tessuto osseo.
Lo studio delle variazioni genetiche permette di individuare i fattori che possono avere un effetto negativo sulla struttura dello scheletro. A tali fattori negativi è possibile porre rimedio con la dieta, con l’integrazione alimentare e con opportuni accorgimenti nello stile di vita. Ad esempio in casi di una risorta attività della vitamina D, un importante componente per il turnover del tessuto osseo, può essere sufficiente nutrirsi di formaggi stagionati e trascorrere un’ora al giorno all’aria aperta. Questo test genetico identifica e analizza una serie di variazioni presenti nel DNA, che contribuiscono alla salute del nostro scheletro.

Il Personal Report allegato integra in modo efficace l’analisi genetica, l’età (altro fattore determinante soprattutto nelle donne post-menopausa) e consigli sullo stile di vita.

Un suggerimento completo, personalizzato e predittivo permette di prestare attenzione alla propria massa ossea e intervenire per un possibile rallentamento nella de-mineralizzazione laddove sia presente una predisposizione.

Genotest antiossidante e di detossificazione

Il nostro corpo ha quotidianamente bisogno di difendersi dall’ambiente esterno. Gli agenti inquinanti presenti nell’aria che respiriamo oppure le tosone che ingeriamo ogni giorno con la dieta vengono “distrutti” dai nostri sistemi di difesa attraverso un’intensa attività antiossidante.
L’ossigeno è essenziale per la vita, tuttavia può anche generare molecole altamente reattive e potenzialmente pericolose, chiamate “radicali liberi“. I radicali liberi sono dannosi per il nostro organismo: attaccano il DNA, proteine e grassi presenti nelle nostre cellule modificandoli. I radicali liberi sono stati associati a una varietà di disordini di salute comuni, inclusi alcune disfunzioni cardio-circolatorie, infiammazioni croniche e anche eventi più complessi come il rapido invecchiamento.
Il nostro organismo possiede delle difese immunitarie contro i radicali liberi, difese costituite da enzimi antiossidanti, che neutralizzano queste molecole. Tramite questo test genetico è possibile identificare quelle determinate varianti nel DNA che regolano la produzione degli enzimi antiossidanti.

Il profilo genetico legato a queste variazioni è indicativo della attività di questi enzimi e della loro capacità di neutralizzare  in modo efficace i radicali liberi presenti nel corpo.

Il Personal Report di questo test genetico  prevede la valutazione complessa di come il nostro sistema immunitario di protegge da sostanze dannose presenti nell’aria che respiriamo e nel cibo che consumiamo.

La sinergia  fra l’analisi personalizzata del DNA deputato alla detossificazione e l’integrazione alimentare, può essere un’importante componente nel miglioramento di questo sistema di difesa ed in particolare nella produzione di quegli enzimi che agiscono eliminando sostanze o tossine dannose.

Genotest infiammazione

L’infiammazione è un processo di difesa del nostro corpo coordinato dal sistema immunitario. L’infiammazione è una risposta essenziale e protettiva messa in atto dai tessuti dell’organismo in presenza di malattie, ferite, infezioni od in presenza di una proteina responsabile di reazioni allergiche.
Ad esempio l’arrossamento attorno ad una ferita evidenzia che è in atto un processo normale di riparazione di un danno subito dall’organismo.

Ci sono molte sequenze di DNA che regolano il processo infiammatorio e normalmente, una volta completato il naturale processo di riparazione, questi geni non esercitano più alcuna funzione, fino a quando non saranno nuovamente necessari. Alcune volte, tuttavia, queste sequenze  di DNA presentano delle variazioni che mantengono attivo, oltre il periodo necessario, il processo infiammatorio. L’infiammazione diviene così un processo cronico che può contribuire a molteplici fenomeni, i quali a loro volta rendono l’individuo più suscettibile af allergie, intolleranze alimentari, asma e reazioni avverse immuni-correlate.

Questo semplice test genetico, ed il Personal Report associato, permettono la lettura del DNA legato alla possibile presenza di una infiammazione cronica. L’opportuna integrazione fra alimentazione, vitamine, ali minerali e genetica, in modo personalizzato, permette l’eventuale riduzione di quei fenomeni legati a processi infiammatori cornici, che non opportunamente regolati, influiscono sul nostro benessere generale.

Genotest Alopecia maschile

L’Alopecia maschile è uno dei fenomeni principali che colpisce gli uomini al di sopra dei 30 anni di età.
La calvizie comune è una condizione benigna e multifattoriale legata ad una espressione variabile che modifica progressivamente l’aspetto estetico: per manifestarsi necessita di 2 cause concomitanti:
- la presenza degli ormoni androgeni (ormoni maschili) “andro“ 
- la predisposizione genetica (cioè ereditaria) “genetica

L’alopecia androgenetica è la più comune causa di perdita di capelli che colpisce circa l’80% dei maschi ed il 40% delle femmine durante il corso della propria vita. Lo studio della predisposizione genetica valuta direttamente sul DNA la sensibilità del follicolo agli ormoni maschili e quindi ha una influenza sull’età di comparsa del fenomeno e sulla gravità della calvizie.
L’alopecia, tuttavia, è una condizione poligenetica ovvero causata da più fattori sul DNA, non tutti ancora noti. E’ comunque dimostrato che quante più sequenze di DNA predisponenti sono presenti, tanto maggiore è la probabilità di sviluppare una calvizie grave in età giovanile. Essendo anche un fenomeno multifattoriale, oltre che poligenetica, l’alopecia è influenzata dagli eventi della vita: la calvizie può essere accelerata  da qualsiasi condizione stressante che provoca conseguentemente un’aumentata caduta di capelli.

Questo test genetico valuta in modo puntuale le sequenze di DNA legate ad alopecia androgenetica. Studi medici recenti hanno dimostrato che esistono sequenze genetiche che predispongono ad un più alto rischio di sviluppare alopecia androgenetica (AGA): il Personal Report potrà aiutare ad identificare questi fattori predisponenti e, attraverso un’opportuna integrazione fra genetica, alimentazione e stile di vita, fornire gli strumenti per provare a ridurre e/o contenere il fenomeno della calvizie.

 

 

collaborazioni

Essenthia guida al benessere - rivista mensile

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