test genetici predittivi

Lo Studio di Naturopatia di Monica Zaccari realizza Programmi nutrizionali e di prevenzione su misura, disegnati sul DNA e finalizzati al miglioramento della propria qualità di vita. Questo è possibile partendo semplicemente da un tampone per auto-prelievo orale (dispositivo medico brevettato e autorizzato dal Ministero della Salute, marcato CE (cert. N. G2S 130365307004 secondo la Dir. 93/42/CE) che può essere utilizzato ovunque, senza richiedere l’intervento del medico.

Sul DNA esaminato si andrà a disegnare una fine integrazione fra genetica e terapia: questo consiste in modifiche dello stile di vita, nella dieta, ma anche attraverso l’introduzione di specifiche integrazioni alimentari, di fitocomplessi e di altre strategie validate secondo i criteri dell’evidence-based medicine, anche provenienti da culture mediche olistiche non occidentali.

Il risultato è un referto digitale, firmato da uno specialista in genetica medica, che integra il dato genetico e la terapia proattiva personalizzata.

 

Genotest Skin Aging (rigenerazione epidermide)

immagine AntiAgingL’invecchiamento è un fenomeno naturale del nostro corpo, L’invecchiamento della pelle, in particolare, oggi è riconosciuto come un fenomeno multifattoriale che dipende da fattori ambientali e genetici. I fattori ambientali meglio conosciuti sono  il crono-invecchiamento (il passare del tempo), il foto-invecchiamento causato dall’azione dei raggi solari sulla pelle ed infine lo stile di vita: alimentazione, attività fisica, fumo, farmaci, possono contribuire ad una accelerazione del processo di invecchiamento della pelle.

A tutt’oggi sono stati identificati, grazie ai progressi della scienza, numerosi fattori genetici presenti sul DNA, che rendono la pelle e i tessuti più o meno sensibili ai fattori esterni. La medicina estetica può correggere molti difetti dell’invecchiamento sulla pelle, tuttavia la genetica ci offre la possibilità di intervenire in modo mirato sulle cause che favoriscono il processo di invecchiamento tissutale. Per la prima volta tutte le più avanzate conoscenze scientifiche sono riassunte in questo test genetico che permette di integrare le principali aree di debolezza dei componenti fondamentali della struttura cutanea (come ad esempio la filagrina, l’elastica, le matalloproteasi) individuando sul proprio DNA i fattori responsabili dell’invecchiamento a cui la pelle è maggiormente sensibile (stress ossidativi, infiammazione, glaciazione).

Il Personal Report di questo test, integra, in anteprima assoluta, un percorso genetico con un percorso personalizzato. Una interazione mirata fra stile di vita, interazione alimentare e cosmetica su misura: questo test diviene lo strumento di elezione per combattere i principali segni del tempo sulla pelle come rughe, macchie cutanee, disidratazione, atonia e assottigliamento dei tessuti.

Genotest nutrigenomico (DNA)

Gli esseri umani sono tutti diversi e questo è dovuto al loro DNA. Ci sono differenze visibili a tutti come il colore dei capelli e degli occhi; altre differenze, più nascoste, determinano, ad esempio, come ciascuno di noi è in grado di metabolizzare  i nutrienti o come riesce a liberarsi dalle tossine. Tutto questo significa, molto semplicemente, che ogni individuo interagisce con l’ambiente in cui vive in una maniera personale ed unica.
Dal punto di vista  genetico, tuttavia, gli esseri umani sono molto simili tra loro, sebbene in ciascun gene, ovvero i “pezzetti di DNA” che nel loro insieme descrivono l’intera funzione del nostro organismo, si possano trovare delle piccole variazioni che determinano importanti differenze. Il tipo più comune di queste variazioni sul DNA è conosciuto come Single Nuucleotide Polimorphism, o SNP. L’insieme di queste piccole differenze determina il modo in cui l’esposizione a molteplici fattori ambientali influisce sul nostro organismo e sulla nostra salute. Tra i vari fattori ambientali a cui ognuno di noi è quotidianamente esposto, il più invasivo e per fortuna il più controllabile, è sicuramente il cibo. Negli ultimi dieci anni sono stati fatti enormi progressi nel campo della genetica applicata all’interazione con il cibo ed un nuovo campo di conoscenze  si è affermato: la Nutrigenetica. La Nutrigenetica permette oggi attraverso lo studio del DNA di determinare la quantità e la qualità di nutrienti di cui ciascuno ha bisogno.
I test di genetica scoprono per noi quali e quanti sono i nutrienti necessari, sia in termini di quantità minime di vitamine e minerali, sia di quantità massime di sostanze tollerabili da ciascuno, quali i grassi saturi, la caffeina, il sale, ecc… Queste conoscenze sono ora a disposizione di tutti coloro che desiderano sapere come migliorare il proprio benessere psico-fisico ed esprimere al meglio il proprio patrimonio genetico. Noi siamo solo questo: i nostri geni e la loro interazione col mondo ed in particolare con il cibo.

Questo semplice test genetico analizza le variazioni di numerosi geni coinvolti nel metabolismo del cibo. I risultati saranno riportati in un Personal Report che spiega il significato di ciascuna variazione genetica letta sul proprio DNA: la tabella nutrizionale che ne consegue, consente di disegnare un apporto personalizzato per quanto riguarda le quantità ideali di ciascun nutriente. Il Personal Report non costituisce una dieta radicale, ma l’integrazione di piccole e significative modifiche nella propria alimentazione. Inoltre l’opportuno abbinamento con alcuni integratori alimentari e vitaminici, appositamente calibrati in funzione del proprio DNA, costituiranno il giusto consiglio personalizzato che a lungo termine porterà una differenza sostanziale per la salute ed il benessere dell’organismo. Non tutti sanno, ad esempio, che un solo cucchiaino di zucchero al giorno comporta un aumento di peso di 12 Kg in 20 anni. Piccole variazioni nella nostra alimentazione comportano grandi cambiamenti nel lungo periodo della nostra vita.

Genotest intolleranza al lattosio e celiachia

La più comune intolleranza enzimatica alimentare è quella al lattosio, generalmente ereditaria, molto diffusa nelle aree mediterranee e in Italia. Questa intolleranza è causata dall’assenza di un enzima che permette la metabolizzazione del lattosio. Il lattosio è lo zucchero contenuto nel latte e affinché possa essere utilizzato dall’organismo, deve essere scomposto in glucosio e galattosio da parte di un particolare enzima chiamato lattasi. Nel caso in cui non vengano prodotte quantità sufficienti di lattasi, una parte del lattosio può non essere digerito: il passaggio del lattosio lungo il tratto gastroenterico potrà generare gas intestinali e metabolici tossici. In mancanza di lattasi la sintomatologia è dose-dipendente: maggiore è la quantità di lattosio ingerita e più evidenti sono i sintomi di intolleranza alimentare. Nel caso di diagnosi di intolleranza al lattosio non è sempre necessario eliminare i prodotti che contengono il lattosio: a volte è possibile individuare la quantità di lattosio minima che può essere tollerata senza scatenare i fastidiosi sintomi dovuti alla presenza di questo zucchero non digerito.

L’intolleranza al lattosio è riconducibile nel 90% dei casi ad una variazione del DNA nella regione regolatrice del gene della lattasi. Quando questa variazione è presente porta ad una ridotta espressione della lattasi nei microvilli dell’intestino tenue, questo fenomeno fa si che con l’avanzare dell’età (dai 7 fino ai 30 anni e oltre) il lattosio venga digerito sempre meno portando a manifestazioni di intolleranza alimentare al lattosio come ad esempio coliche, crampi, meteorismo e diarrea.

Genotest salute del tessuto osseo

Non tutti sanno che il nostro scheletro mim è una struttura fissa: in media, durante l’intero arco della vita, le ossa che lo compongono cambiano la loro struttura almeno 5 volte. Il nostro corpo consuma e rigenera in continuazione il tessuto osseo per produrre il calcio necessario alle funzioni vitali.
Il profilo genetico, la dieta e lo sitle di vita sono fattori essenziali per il mantenimento di un processo equilibrato nell’omeostasi del calcio presente nel sangue. Uno squilibrio in uno o più di questi fattori può condurre ad una disfunzione nel mantenimento del tessuto osseo.
Lo studio delle variazioni genetiche permette di individuare i fattori che possono avere un effetto negativo sulla struttura dello scheletro. A tali fattori negativi è possibile porre rimedio con la dieta, con l’integrazione alimentare e con opportuni accorgimenti nello stile di vita. Ad esempio in casi di una risorta attività della vitamina D, un importante componente per il turnover del tessuto osseo, può essere sufficiente nutrirsi di formaggi stagionati e trascorrere un’ora al giorno all’aria aperta. Questo test genetico identifica e analizza una serie di variazioni presenti nel DNA, che contribuiscono alla salute del nostro scheletro.

Il Personal Report allegato integra in modo efficace l’analisi genetica, l’età (altro fattore determinante soprattutto nelle donne post-menopausa) e consigli sullo stile di vita.

Un suggerimento completo, personalizzato e predittivo permette di prestare attenzione alla propria massa ossea e intervenire per un possibile rallentamento nella de-mineralizzazione laddove sia presente una predisposizione.

Genotest antiossidante e di detossificazione

Il nostro corpo ha quotidianamente bisogno di difendersi dall’ambiente esterno. Gli agenti inquinanti presenti nell’aria che respiriamo oppure le tosone che ingeriamo ogni giorno con la dieta vengono “distrutti” dai nostri sistemi di difesa attraverso un’intensa attività antiossidante.
L’ossigeno è essenziale per la vita, tuttavia può anche generare molecole altamente reattive e potenzialmente pericolose, chiamate “radicali liberi“. I radicali liberi sono dannosi per il nostro organismo: attaccano il DNA, proteine e grassi presenti nelle nostre cellule modificandoli. I radicali liberi sono stati associati a una varietà di disordini di salute comuni, inclusi alcune disfunzioni cardio-circolatorie, infiammazioni croniche e anche eventi più complessi come il rapido invecchiamento.
Il nostro organismo possiede delle difese immunitarie contro i radicali liberi, difese costituite da enzimi antiossidanti, che neutralizzano queste molecole. Tramite questo test genetico è possibile identificare quelle determinate varianti nel DNA che regolano la produzione degli enzimi antiossidanti.

Il profilo genetico legato a queste variazioni è indicativo della attività di questi enzimi e della loro capacità di neutralizzare  in modo efficace i radicali liberi presenti nel corpo.

Il Personal Report di questo test genetico  prevede la valutazione complessa di come il nostro sistema immunitario di protegge da sostanze dannose presenti nell’aria che respiriamo e nel cibo che consumiamo.

La sinergia  fra l’analisi personalizzata del DNA deputato alla detossificazione e l’integrazione alimentare, può essere un’importante componente nel miglioramento di questo sistema di difesa ed in particolare nella produzione di quegli enzimi che agiscono eliminando sostanze o tossine dannose.

Genotest infiammazione

L’infiammazione è un processo di difesa del nostro corpo coordinato dal sistema immunitario. L’infiammazione è una risposta essenziale e protettiva messa in atto dai tessuti dell’organismo in presenza di malattie, ferite, infezioni od in presenza di una proteina responsabile di reazioni allergiche.
Ad esempio l’arrossamento attorno ad una ferita evidenzia che è in atto un processo normale di riparazione di un danno subito dall’organismo.

Ci sono molte sequenze di DNA che regolano il processo infiammatorio e normalmente, una volta completato il naturale processo di riparazione, questi geni non esercitano più alcuna funzione, fino a quando non saranno nuovamente necessari. Alcune volte, tuttavia, queste sequenze  di DNA presentano delle variazioni che mantengono attivo, oltre il periodo necessario, il processo infiammatorio. L’infiammazione diviene così un processo cronico che può contribuire a molteplici fenomeni, i quali a loro volta rendono l’individuo più suscettibile af allergie, intolleranze alimentari, asma e reazioni avverse immuni-correlate.

Questo semplice test genetico, ed il Personal Report associato, permettono la lettura del DNA legato alla possibile presenza di una infiammazione cronica. L’opportuna integrazione fra alimentazione, vitamine, ali minerali e genetica, in modo personalizzato, permette l’eventuale riduzione di quei fenomeni legati a processi infiammatori cornici, che non opportunamente regolati, influiscono sul nostro benessere generale.

Genotest Alopecia maschile

L’Alopecia maschile è uno dei fenomeni principali che colpisce gli uomini al di sopra dei 30 anni di età.
La calvizie comune è una condizione benigna e multifattoriale legata ad una espressione variabile che modifica progressivamente l’aspetto estetico: per manifestarsi necessita di 2 cause concomitanti:
- la presenza degli ormoni androgeni (ormoni maschili) “andro“ 
- la predisposizione genetica (cioè ereditaria) “genetica

L’alopecia androgenetica è la più comune causa di perdita di capelli che colpisce circa l’80% dei maschi ed il 40% delle femmine durante il corso della propria vita. Lo studio della predisposizione genetica valuta direttamente sul DNA la sensibilità del follicolo agli ormoni maschili e quindi ha una influenza sull’età di comparsa del fenomeno e sulla gravità della calvizie.
L’alopecia, tuttavia, è una condizione poligenetica ovvero causata da più fattori sul DNA, non tutti ancora noti. E’ comunque dimostrato che quante più sequenze di DNA predisponenti sono presenti, tanto maggiore è la probabilità di sviluppare una calvizie grave in età giovanile. Essendo anche un fenomeno multifattoriale, oltre che poligenetica, l’alopecia è influenzata dagli eventi della vita: la calvizie può essere accelerata  da qualsiasi condizione stressante che provoca conseguentemente un’aumentata caduta di capelli.

Questo test genetico valuta in modo puntuale le sequenze di DNA legate ad alopecia androgenetica. Studi medici recenti hanno dimostrato che esistono sequenze genetiche che predispongono ad un più alto rischio di sviluppare alopecia androgenetica (AGA): il Personal Report potrà aiutare ad identificare questi fattori predisponenti e, attraverso un’opportuna integrazione fra genetica, alimentazione e stile di vita, fornire gli strumenti per provare a ridurre e/o contenere il fenomeno della calvizie.